Masterclass Catarratto e Grillo come non te li aspetti

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tRpR7VnIl 3 agosto, presso la Cappella del Collegio dei Gesuiti di Alcamo, si è tenuta la MasterClass – Catarratto e Grillo come non te li aspetti, un viaggio nel mondo dei vini naturali e biologici attraverso due eccellenze del territorio, presentate direttamente dai proprietari: Possente Wines ed Elios – Best of Sicily.
La degustazione è stata introdotta da Daniele Siena (Founder e CEO di Wineplan e sommelier AIS) e da Claudio Cammarata (Founder& Business Administrator di Wineplan e sommelier AIS), guidata da Stefano Cammarata (sommelier AIS e socio della cantina Possente) e da Guido Grillo (enologo e socio della cantina Elios – Best of Sicily).

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Il primo vino degustato è Acini del Grillo 2017 della cantina Possente (di cui abbiamo già parlato in passato) ottenuto da uve 100% grillo, i cui vigneti insistono sul territorio di Salaparuta, caratterizzato da terre argillose. Un vino che presenta un colore giallo intenso, con basso contenuto di solfiti. Ottenuto con 2 vendemmie: una prematura per conferire al vino una spiccata acidità, una tardiva per aumentare la concentrazione zuccherina delle uve e quindi dare al vino maggior tenore alcolico. Le due vendemmie vengono vinificate separatamente e poi unite. È un grillo che macera sulle bucce per 10 giorni senza l’aggiunta di anidride solforosa. La chiusura della fermentazione di parte di questo vino avviene in tonneaux. Affina 4 mesi in vasca d’acciaio e non viene filtrato. Presenta al naso note vegetali, agrumate e sentori fruttati. Al palato risulta intenso e fresco.

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Secondo vino degustato è il Grillo Modus Bibendi 2017 di Elios, anche questo vino è stato oggetto di una nostra recensione: un vino naturale ottenuto da sole uve grillo coltivate in territorio di Camporeale. Presenta un colore giallo dorato, al naso sentori più chiusi e intensi di terra bagnata, palato dissetante. Un vino che anno dopo anno assume caratteristiche organolettiche diverse proprio perchè prodotto in modo naturale, sfruttando nel processo di vinificazione i lieviti indigeni piuttosto che quelli selezionati. Nasce dall’idea di produrre un vino dissetante, povero di solfiti, al fine di non dare alla testa e come dice l’enologo Grillo: “consentire di andare a lavorare il giorno dopo”.

Terzo vino è un orange wine in fase di sperimentazione e non ancora in commercio, prodotto sempre dalla cantina Elios. Si tratta di un Catarratto in purezza macerato (anche se la cantina produce e vende già un orange wine ottenuto da un blend di uve catarratto, grillo e zibibbo). L’idea degli orange wine è quella di produrre dei vini che al naso siano simili ai vini bianchi, mentre al palato abbiano le caratteristiche e quindi la forza e l’incisività dei rossi. Presenta un colore arancione opaco, in quanto vino naturale e non filtrato; al naso nuances minerali, fruttati di pera, albicocca, e lasciandolo decantare escono fuori sempre nuovi sentori come il caramello. Palato corposo, tannico, speziato, leggermente allappante in quanto ancora giovane (ciò vuol dire che è un vino che si presta bene all’invecchiamento, quindi longevo). Ideale con piatti grassi e succulenti per la sua propensione a sgrassare la bocca.

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Quarto ed ultimo vino il Cinque Inverni 2013 della cantina Possente (Tenore alcolico 13,5%, vino Biologico). Ottenuto con sole uve Catarratto, viene vinificato in acciaio una prima parte, con lieviti indigeni, e una seconda parte in tonneaux. Subisce una macerazione di 30 gg nel 2011, dopodichè viene decantato e filtrato blandamente. È pensato per riprodurre il vino che producevano i nostri nonni in passato ma con le conoscenze di oggi. Presenta un colore giallo ambrato; odore intenso di affumicato, barrique, vaniglia, carrubbe; palato rotondo, corposo, in cui ritornato i sentori di affumicato e barrique. Ideale come vino da fine pasto, con dolci a base di crema pasticcera o come vino da meditazione.

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L’esperienza è stata davvero suggestiva anche perchè tenuta in una location davvero spettacolare: la cappella dell’ex collegio dei padri gesuiti di Alcamo, oggi sala convegni del MACA, il museo di arte contemporanea della città trapanese. E può considerarsi un buon punto di partenza per approfondire studi e sperimentazioni sui processi produttivi dei vini naturali e sul rilancio del catarratto, per elevarlo da semplice uva da taglio a cultivar da cui ricavare bottiglie di alta qualità.

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