Mandrarossa Vineyard Tour 2017, il reportage

Finito il weekend del Mandrarossa Vineyard Tour, tenutosi a Menfi, mi appresto a raccontarvi la mia esperienza. Si tratta di un evento che coinvolge tutta la città e il territorio, che si tiene non solo nella sede della Cantina Settesoli, dove vi è il Welcome point con la possibilità di visitare la cantina, parcheggiare l’auto e prendere la navetta o le bici per proseguire lungo la pista ciclabile fino a Casa Mandrarossa e alle vicine Pinete Molinari e Pelella, ma coinvolge anche il porto di Porto Palo (per le escursioni in barca), la zona adibita alle escursioni in deltaplano e a cavallo e in generale tutto il territorio menfitano. Un evento globale, dunque, che interessa un’intera comunità.

La nostra giornata inizia con la vendemmia delle 11, che ci ha consentito di ascoltare il racconto degli agronomi, passeggiare tra i filari di Cabernet Sauvignon, raccogliere qualche grappolo d’uva da portare a casa e fare il primo brindisi della giornata.

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A mezzogiorno ci rechiamo alla pineta Pelella (è il primo anno che i soci, proprietari della pineta, la mettono a disposizione per l’evento) dove assistiamo allo show cooking dei Maccarruna, tipica pasta fresca siciliana, fatta con semola di rimacino e acqua. Un’abile signora del luogo, nonché socia della cantina e membro della brigata di Cucina Mandrarossa, ci ha mostrato con grande simpatia e abilità come si realizza questa pasta.

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Scopro così che a Menfi hanno un modo diverso di prepararli e dimensioni più piccole rispetto a dove vivo io! La signora utilizza i busi d’acciaio per spianare e dare forma ai maccarruna, mentre dalle mie parti si utilizzano dei busi di origine vegetale. I partecipanti si sono cimentati subito dopo nella preparazione dei maccarruna e naturalmente (compito ben più piacevole!) nella degustazione di questa gustosa pasta fresca condita con la classica salsa di pomodoro, melanzane fritte e caciocavallo grattugiato, serviti nello scanaturi.

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Poi ci spostiamo nell’adiacente pineta Molinari, dove sono allestiti dei tavoli da picnic con balle di fieno per sedie, e tre banchi d’assaggio dove è possibile degustare delle ottime sarde fresche arrostite al momento e servite su letto di cipolle, i maccaruna, la frutta (melone giallo, uva, anguria) e naturalmente tutti i vini Mandrarossa.

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Ritorniamo alla pineta Pelella (adibita agli show cooking, degustazioni tecniche e presentazione libri) per seguire la degustazione tecnica dei vini da Oscar, in tutto 5 vini (Grillo, Urra di Mare, Santannella, Timperosse, Cartagho), guidata dall’enologa della cantina, una ragazza giovane ma ben preparata, ambiziosa e dall’abile eloquio.

Successivamente ci spostiamo con la navetta per raggiungere Porto Palo e fare il giro in barca. Qui ci accoglie Francesco, il proprietario della barca, nonché socio Settesoli, il quale oltre a coltivare la terra, si dedica anche alle escursioni in barca con aperitivo a bordo. Ci conduce nell’esplorazione della costa menfitana, una costa sabbiosa lunga circa 13 km, dove degradano i vigneti, sfocia il fiume Belice, ma sopratutto fanno capolino i templi di Selinunte, che affascinano non solo noi siciliani abituati a queste meraviglie, ma sopratutto i colleghi di Milano e Roma che erano presenti all’escursione. Fatto il bagno nelle limpide e fresche acque, ci è stato servito un aperitivo con prodotti semplici e a km zero (spiedo con pomodorini e primo sale, olive, pane con tre diversi tipi d’olio della linea Mandrarossa), calice di vino e quattro chiacchiere (consiglio vivamente chi volesse fare un’escursione in barca a Menfi di contattare aMare Sicilia).

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Al rientro, seguiamo con interesse il dibattito tra autore e pubblico sulla Sicilia e i siciliani, scaturito dalla presentazione del volume di Gaetano Savatteri “Non c’è più la Sicilia di una volta”. Ritorniamo a Casa Mandrarossa per l’aperitivo, dove erano allestiti diversi banchi d’assaggio: formaggi, olive, pomodori secchi, caponata, peperonata, maccarruna, frutta, sfinci (dolce fatto con pasta di pane lievitata fritta e cosparsa di zucchero), acqua e naturalmente tutta la gamma dei vini Mandrarossa. Infine, intorno alle 22 il concerto degli “Ai Fil Gud”, davanti le due pinete, sull’incantevole spiaggia delle Giache Bianche.

Insomma, il Vineyard Tour si conferma ancora una volta. Nei numeri, nelle presenze, nella varietà dell’offerta, nell’originalità della formula, nella soddisfazione generale dei visitatori. Inoltre, la bellezza del territorio, dei luoghi, dei panorami è fattore indiscutibile di successo.

Concludo facendo ancora una volta i complimenti al team di Mandrarossa per l’organizzazione impeccabile, per la bellissima manifestazione e, naturalmente, gli ottimi vini, segnalandovi (seguirà recensione dettagliata) il Santannella e il Perricone Rosè, da noi particolarmente apprezzati.

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