Open Day a Cantine Pellegrino

Anche alle storiche Cantine Pellegrino domenica scorsa si è festeggiato il vino con un Open Day che ha registrato un notevole successo di pubblico. Invitata dall’ONAV di Trapani per un laboratorio sul Marsala, ho avuto modo di apprezzare la bellezza della struttura e l’organizzazione generale dell’evento, che, tra le altre cose, ha previsto nel grande cortile all’aperto un grande banco d’assaggio per i vini e i cocktail fatti con gli stessi vini dell’azienda, e molti punti food che proponevano gustose specialità culinarie: dal “coppo” di fritturina mista, alle arancine di mare, ai formaggi particolari (anche ai frutti di bosco!), agli arrosticini.

Tuttavia, parlare di Pellegrino significa parlare del Marsala. Un vino liquoroso che non abbiamo ancora analizzato e condiviso sul nostro sito e che merita un approfondimento specifico. Per cui mi appresto a darvi qualche cenno storico ed enologico sul Marsala.

La nascita del Marsala come vino liquoroso o fortificato è incentrata sulla figura del commerciante inglese John Woodhouse il quale nel 1773 approdò con la sua nave nel porto di Marsala. Qui gustò il vino prodotto nella zona, che veniva invecchiato in botti di legno di rovere assumendo un gusto analogo ai vini spagnoli e portoghesi molto in voga in quel periodo in Inghilterra. Il vino piacque così tanto a Woodhouse, che decise di imbarcarne 50 barili, addizionandolo però con acquavite di vino, al fine di elevarne il tenore alcolico e di preservarne le caratteristiche durante il lungo viaggio in mare. Giunto in Inghilterra riscosse un grande successo, tanto che Woodhouse decise di ritornare in Sicilia per iniziarne la produzione e la commercializzazione, utilizzando per l’affinamento il metodo Soleras, già conosciuto in Portogallo ed in Spagna per la produzione rispettivamente del Madeira e dello Sherry (consisteva nel disporre delle botti di rovere su alcune file sovrapposte, iniziando a riempire di vino solo le botti più in alto; dopo un anno una parte del vino veniva travasato nelle botti che si trovavano al livello inferiore, e quelle superiori venivano riempite con il nuovo vino, ed il procedimento si ripeteva di anno in anno; così che il vino che si trovava nelle botti alla base, pronto per il consumo, risultava composto da uve di annate diverse, e di anno in anno si arricchiva di particolari sapori). Altri imprenditori seguirono il suo esempio, tra cui Benjamin Ingham, Whitaker, Vincenzo Florio, Rallo e Pellegrino.

Per il Marsala ottenuto da uve a bacca bianca si utilizzano singolarmente o congiuntamente il Grillo, il Catarratto, l’Ansonica (Inzolia) e il Damaschino; per quello ottenuto da vitigni a bacca rossa si utilizzano il Perricone, il Nero d’Avola e il Nerello Mascalese.

La zona di produzione comprende il comune di Marsala e tutta la provincia di Trapani, eccezion fatta per le località di Pantelleria, Alcamo e Favignana. A seconda della tonalità di colore (che dipende dalle uve utilizzate, diverse metodologie di lavorazione e durata dell’invecchiamento) si distinguono diverse qualità di Marsala: “Oro”, “Ambra” e Rubino”.

Un’ulteriore classificazione del Marsala viene effettuata in base al suo contenuto zuccherino in: “Dolce” (zuccheri superiore a 100 gr/L), “Semisecco” (zuccheri compresi fra 40 e 100 gr/L) e “Secco” (zuccheri inferiori a 40 gr/L).

In oltre in base alle modalità di produzione si distinguono le tipologie: “Fine” (conciato, invecchiato almeno un anno); “Superiore” (conciato, invecchiato almeno due anni); “Superiore Riserva” (conciato, invecchiato almeno quattro anni); “Vergine” o “Soleras” (non conciato, invecchiato almeno cinque anni); “Vergine Riserva” o “Soleras Stravecchio” o “Soleras Riserva” (non conciato, invecchiato almeno dieci anni).
Il Marsala è il primo vino italiano ad essere stato dichiarato DOC.

Tornando all’Open Day delle cantine Pellegrino mi appresto a raccontarvi del laboratorio a cui ho partecipato. A guidare il laboratorio sui Marsala vi erano Franco Rodriguez, vicepresidente AIS, coadiuvato dall’enologo della cantina Enrico Stella.

Il relatore Rodriguez inizia con un breve excursus sul Marsala, passando successivamente alla degustazione di tre Marsala, tenutasi in una saletta all’interno della cantina, adibita tra l’altro a bottaia. Ciò rendeva particolarmente suggestiva la degustazione.

marsala-superiore-oro-doc-pellegrinoIl Marsala Superiore Riserva Oro: ottenuto da un blend di uve Grillo, Cataratto e Inzolia. Presenta un colore giallo-oro brillante; caratterizzato da sentori di barrique, con note fruttate fresche di albicocca, intenso e complesso. Palato dolce, caldo, morbido, sapido, equilibrato, intenso. Vino piacevole, immediato, soave. Nasce dalla selezione di uve in fase di vendemmia: il grillo per esempio viene vendemmiato quando raggiunge i 19° babo e apporta sapidità e acidità, mentre l’inzolia dà il colore e il cataratto struttura. Invecchia 4 anni e per la concia si utilizza la mistella ottenuta da acquavite di vino o brandy. La fermentazione viene arrestata con aggiunta di acquavite invecchiata almeno 5 anni in fusti di rovere. Affina oltre 48 mesi in botti di rovere da 80 e 50hl, con almeno 6 mesi di barrique. Tenore alcolico 18%. Ottimo con crostata di frutta fresca.

 

vino_liquoroso_sicilia_dop_marsala_superiore_riserva_1998_ambra_semisecco_dop_web_2_cantine_pellegrinoIl Marsala Superiore Riserva 1998 Ambra: ottenuto da un blend di uve Grillo, Cataratto e Inzolia. Colore ambrato brillante che riflette la luce. Qui è stato inserito mosto cotto ed invecchia in botti di rovere francese di 100 hl, fatte senza l’utilizzo del vapore, ma con la sola tostatura, poichè il vapore danneggiava il Marsala conferendogli odori e sapori negativi. Al naso nuances di caramella di carruba, liquirizia, lucido di scarpe, cera d’api, fieno maturo falciato. Palato un po’ secco, con note tostate, intenso e corposo. La fermentazione viene arrestata con aggiunta di alcol neutro. Successivamente viene aggiunto mosto cotto. Affinamento oltre 48 mesi in botti di rovere da 80 e 50 hl, con almeno 6 mesi di barrique. Tenore alcolico 18%. Ideale come dopo pasto o con dessert invernali.

 

000194Il Marsala Superiore Rubino: ottenuto da sole uve Nero d’Avola vendemmiate nel 2014. Presenta un bel colore rosso rubino intenso e impenetrabile. Odore di cuoio, nuances balsamiche, fruttate, di ciliegia e marasca, fine e intenso. Palato morbido, equilibrato, dolce, ma non stucchevole. Macerazione delle uve a freddo, parziale fermentazione interrotta da fortificazione con acquavite di vino invecchiata almeno 5 anni in fusti di rovere. Affinamento in botti di rovere di Allier da 50 e 20 hl per oltre 24 mesi. Tenore alcolico 18%. Ideale come vino da meditazione o con fragoline e cioccolato fondente, come ci è stato servito per la degustazione.

 

 

Anche questa visita ha soddisfatto in pieno le nostre aspettative! Qui troviamo un buon connubio tra innovazione e tradizione: Pellegrino è una tra le antiche cantine del Marsala in cui si respira storia e si cerca, riuscendoci, di tenere alto il livello dei vini.

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