Biscotti di San Martino

Un altro dolce tipico siciliano, che commemora il giorno di San Martino, è rappresentato dagli omonimi Biscotti di San Martino (a forma rotonda con l’aggiunta nell’impasto di semi d’anice o finocchio selvatico, che conferisce loro un sapore e un profumo particolare), di cui esistono due versioni: una più morbida e friabile l’altra più compatta e dura. In entrambi i casi questi biscotti vengono abbagnati nn’o muscatu ovvero serviti con del vino moscato, Marsala o passito per esservi inzuppati.

L’11 novembre i bambini delle Fiandre, della Germania, dell’Austria e dell’Alto Adige, partecipano a una processione di lanterne e, cantando, ricordano la fiaccolata in barca che accompagnò il corpo del santo a Tours. Il cibo tradizionale di questo giorno è l’oca, poiché secondo la leggenda, San Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste ultime rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando.

In Italia il culto del Santo è legato alla cosiddetta “estate di san Martino” che si manifesta all’inizio di novembre e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari. Nel comune abruzzese di Scanno, ad esempio, si accendono grandi fuochi detti “glorie di San Martino” e le contrade si sfidano a chi fa il fuoco più alto e durevole.

Nel veneziano si prepara il dolce di San Martino, un biscotto di pasta frolla che rappresenta il Santo a cavallo con la spada, decorato con glassa di albume e zucchero ricoperta di confetti e caramelle; inoltre i bambini della città lagunare intonano un canto d’augurio casa per casa e negozio per negozio, suonando padelle e strumenti di fortuna, in cambio di qualche monetina o qualche dolcetto.

L’11 novembre nel nord Italia, fino a non molti anni fa, avevano inizio e fine tutti i contratti di lavoro, ma anche di affitto e mezzadria, in quanto i lavori nei campi erano già terminati. Per questo, scaduti i contratti, chi aveva una casa in uso la doveva lasciare libera proprio l’11 novembre e non era inusuale, in quei giorni, imbattersi in carri strapieni di ogni masserizia che si spostavano da un podere all’altro, facendo “San Martino”, nome popolare, proprio per questo motivo, del trasloco. Ancora oggi in molti dialetti e modi di dire del nord “fare San Martino” significa traslocare. Ma veniamo alla nostra ricetta.

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Ingredienti:
1 kg di Farina di rimacino
250 gr di strutto
250 gr di zucchero
1 busta di ammoniaca
50 gr di semi di finocchietto
acqua q.b.

Procedimento
Versare in un recipiente la farina, lo zucchero, i semi di finocchietto e lo strutto. Maneggiare bene il tutto fino ad amalgamare bene lo strutto. Riscaldare circa 400 ml di acqua e, in una parte di essa, sciogliere l’ammoniaca ed incorporare agli ingredienti del recipiente. Impastare energicamente ed aggiungere la restante acqua poco alla volta (potrebbe essere eccessiva o non bastare). Si otterrà un composto omogeneo, simile alla pasta frolla, compatto ma morbido. Lasciare riposare 10 minuti circa e poi formare dei bastoncini e arrotolarli a spirale. Porre in una teglia con carta forno e infornare a 200°C per 20 minuti circa.

Vino da abbinare: Dama Cortese Vendemmia Tardiva Igp 2015 Fattorie Azzolino

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