Feudo Disisa, il racconto di un’eccellenza

vino_disisa-535x300Oggi vi raccontiamo la visita di un’altra bella cantina a conduzione familiare: Feudo Disisa che si estende tra le vallate del Belice e dello Jato, nei pressi di Grisì, di proprietà della famiglia Di Lorenzo da circa 200 anni. Proprio questa cantina ha portato quest’anno la Sicilia a trionfare al Vinitaly con il suo fantastico Chara 2015 (di cui abbiamo già parlato), premiato come miglior bianco del mondo dopo aver superato ben 2700 vini candidati.

Ad accoglierci in cantina c’è il signor Di Lorenzo che ci fa da guida non solo all’interno degli stabilimenti, ma anche conducendoci in auto tra i vari vigneti coltivati a spalliera e gli uliveti centenari della tenuta. Il Feudo vanta in tutto 150 ettari e diverse varietà di cultivar autoctone ed internazionali: pinot grigio, pinot nero, mueller thurgau, nero d’avola, syrah, chardonnay (il primo vitigno internazionale impiantato in Sicilia).

enoturismoLo stabilimento è composto da un vecchio baglio, dove prima sorgeva la vecchia cantina, in produzione fino agli anni ’70 e il magazzino del grano, oggi adibito ad abitazione ad uso personale dei proprietari, la cantina “nuova” nata nel 2004 dove l’uva viene trasformata in ottimo vino, il frantoio e una stalla dove si allevano bovini di razza americana denominata Brown un incrocio di bovini bruno-alpini e americani. Visitiamo dunque il frantoio, dove le olive, raccolte a mano tra la fine di Ottobre e la fine di Novembre, vengono molite per realizzare i due olii principali: l‘Olio Extra Vergine d’Oliva Disisa (ottenuto con una sola varietà di olive: la Cerasuola) e il Tesoro Olio Extra Vergine d’Oliva (blend di Cerasuola, Nocellara del Belice e Biancolilla). A questi vanno aggiunti gli olii aromatizzati: l‘Olio agli Agrumi (che si ottiene macinando le olive unitamente alle bucce degli agrumi) e l’Olio alle Spezie quali basilico, rosmarino,aglio ( in questo caso le spezie e le erbe aromatiche vengono messi in infusione). Dal 2015 si inizia a produrre anche l‘Olio Bio.

01 (1)

Mentre conversiamo piacevolmente col signor Di Lorenzo, ci raggiungono la moglie e il figlio Mario con i quali procediamo la visita della bottaia, costituita da barriques in rovere francese. Abbiamo inoltre l’onore e il piacere di assaggiare in anteprima il mosto di Chardonnay, molto profumato, da cui si ricaverà il primo spumante prodotto dalla cantina. Giungiamo infine nella sala degustazione, dai soffitti alti e tipicamente in legno, arredata con mobili d’epoca, in cui vengono organizzati convegni e banchetti. Qui la padrona di casa ci mostra una bella riproduzione di una mappa dell’800, in cui il feudo Disisa rientra nelle proprietà del principe del Cassaro e le cui unità di misura sono rappresentate dalle canne mille siciliane, divenute poi il miglio siciliano. In essa si notano anche i nomi delle contrade del feudo da cui prendono i nomi i vini.

maxresdefault

Ci apprestiamo dunque alla degustazione  iniziando, come d’obbligo, dai bianchi. Terra delle Fate 2015 un fiano in purezza, profumato con sentori di agrumi, colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al palato erbaceo, minerale e fresco (valutabile 86/100). Daliah 2015 (100% chardonnay) il 10% subisce 3 mesi di barrique per conferirgli struttura, affina in acciaio per 6 mesi e poi 120 giorni in bottiglia. Presenta un bel colore giallo paglierino con riflessi verdolini, sentori fruttati, palato morbido, dolce e fresco (valutabile 85/100). Passiamo ai rossi partendo con il Nero d’Avola 2015: il 30% affina in barrique (per dare morbidezza e struttura) e il 70% in acciaio per 6 mesi, a cui segue un affinamento di 120 giorni in bottiglia. Dal colore rosso intenso con riflessi violacei, odore persistente di frutti rossi, ciliegia e marasca, al palato persistente e tannico (valutabile 85/100). Il Roano Syrah 2011 affina 14 mesi in barrique di rovere francese e 1 anno in bottiglia. Colore impenetrabile, odore tostato, di legno, palato rotondo e morbido con un po’ di acidità che dona freschezza (valutabile 89/100). Tornamira 2012 il cui nome deriva dalla zona in cui sono stati piantumati i primi vigneti internazionali. Un blend al 50% di syrah, 25% merlot e 25% cabernet sauvignon. Colore impenetrabile con riflessi violacei, odore gradevolmente fruttato, palato corposo. Vino molto longevo (valutabile 90/100).

Le etichette da degustare sarebbero ancora molte ma per noi va bene così perchè abbiamo avuto modo di apprezzare le qualità organolettiche dei vini e non possiamo fare altro che confermare, nel nostro piccolo, i lusinghieri giudizi che la critica ha espresso su questa azienda. Feudo Disisa è una bella realtà finora sconosciuta al grande pubblico, che non ha nulla da invidiare alle più rinomate aziende enologiche dell’isola. La marcia in più, a nostro parere, è la conduzione dell’azienda: una grande famiglia unita, competente e con i piedi ben piantati per terra. La stessa terra su cui coltivano con amore le loro uve.

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...