Ruggero II e il Kaid

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Enrico II il Plantageneto chiamò a sé il suo consigliere più fidato: “sedete vicino a me, mastro Thomas e raccontatemi dei vostri viaggi. Parlatemi di quella terra lontana, la Sicilia. Ditemi, Thomas, era così splendida la corte normanna? E Palermo è davvero così verde e fiorita come si dice? E a voi mastro Thomas perchè vi chiamavano il Kaid?”

La curiosità del Re d’Inghilterra era leggendaria e Thomas Brun, il Kaid, lo sapeva bene.

AdC_kaidsyrah_1_2Kaid, o Qāʾid, è una parola araba che significa “maestro” o “capo”. E’ appellativo che indica una persona importante, un leader che con la sua forza e personalità ha le caratteristiche per guidare il suo gruppo, la sua famiglia, la sua nazione. Non è dunque un caso che l’azienda Alessandro di Camporeale abbia chiamato così il suo Syrah. Un vino ben strutturato, possente e bilanciato, con forti sentori di spezie: il principe – o appunto il Kaid – dei loro vini.

Chissà se Thomas Brun abbia mai sorseggiato il syrah, anche se potrebbe benissimo averlo fatto. E’ un vitigno le cui origini si perdono nei secoli: si sussurra che sia giunto proprio in Sicilia dalla città di Shiraz, in Persia, e con un piccolo sforzo di immaginazione possiamo pensare che i lussureggianti jannat al-arḍ di Re Ruggero, i giardini del Genoardo “il paradiso in terra”, fossero costellati di ordinati filari di vigne di syrah per i sollazzi del Re di Sicilia.

“Maestà vedete, come ebbe a dire il mio buon amico Idrisi – cito a memoria – la Sicilia è la gemma splendente di questo nostro secolo per pregi e bellezze. Lo splendore della sua natura e il complesso delle sue architetture ne fanno un paese veramente unico, un paradiso circondato dalle acque del mare, un paese meraviglioso nel quale i viaggiatori giungono provenendo dai paesi più lontani.

Mosaico_Ruggero_II__siciliaIo alla corte del gran Re Ruggero facevo parte del Diwan, l’assemblea dei maggiorenti del regno. Qui, tra uomini dal multiforme ingegno – artisti, filosofi, letterati, comandanti, nobili, funzionari – e provenienti da tutte le nazioni della terra, solo i migliori potevano fregiarsi del titolo di Kaid.

Io non ero un uomo d’arme, giunsi in Sicilia al seguito di Roberto di Selby e dopo innumerevoli peripezie mi conquistai la fiducia di Ruggero e ne divenni il consigliere spirituale. Ma sapete perchè in Sicilia fui conosciuto come il Kaid? Perchè per volere di Ruggero e con la grazia di Dio costruii assieme a maestranze arabe, normanne e ebree, la chiesa più bella del mondo: la Cappella Palatina del palazzo reale di Ruggero e ne fui il cappellano. Solo la collaborazione di queste tre culture ha consentito di raggiungere un tale livello di eccellenza, sono le parti che creano il tutto”.

Enrico II, rapito, lo ascoltava sorseggiando del buon vino e tra sé pensava che non è necessario possedere la sola forza bruta per essere un Kaid. Pensò che in fondo il vero Kaid è come un buon vino: deve racchiudere in sé i più bei profumi, aromi e sapori del mondo e saperli fondere assieme senza che uno di essi prevalga sull’altro. Si, ecco cos’è dunque un Kaid!

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Aindrèas Ridire ha detto:

    L’ha ribloggato su vinidisiciliae ha commentato:
    Kaid Sirah – Alessandro di Camporeale

    Mi piace

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